15 marzo Giornata Nazionale Disturbo Comportamento Al.

Prenditi cura del tuo corpo e della tua anima. Pensa Positivo e custodisci il tuo corpo in modo sano

Oggi 15 marzo è la giornata Nazionale del #fiocchettolilla, dedicata ai  #Disturbi del Comportamento Alimentare.

E’ un’ occasione per #riflettere  #osservare i nostri comportamenti e soprattutto  quelli dei nostri figli.

i #DCA non coinvolgono solo le ragazze e i ragazzi, ma l’ intero gruppo familiare.

i #DCA  riguardano Cibo, peso, vissuto corporeo e molto altro ancora

Prendiamocene  #cura 

Dr. Annamaria Giancaspero

Lo SRED cioè il Disturbo Notturno del Sonno associato al Disturbo dell’Alimentazione

Chi soffre di SRED?
Sembrano essere affetti da Disturbo Notturno del Sonno associato al Disturbo dell’Alimentazione dall’1 al 3% della popolazione generale e tra il 10-15 % delle persone con disturbi alimentari. Questo tipo di alimentazione notturna può essere un problema cronico o saltuario

Caratteristiche di chi soffre di SRED
Sembrerebbe che chi mangia di notte ed ha questo disturbo sia generalmente molto stressato e ansioso. In concomitanza con il disturbo possono comparire sentimenti di rabbia verso se stessi per la perdita di controllo notturno e sintomi depressivi a seguito dell’aumento di peso. L’aumento di peso infatti è una caratteristica molto comune in questo disturbo del sonno legato all’alimentazione.

La SRED trova un associazione con il sonnambulismo, la sindrome delle gambe senza riposo, e le apnee notturne. Il sonno di queste persone può essere frammentato infatti spesso risultano essere stanche quando si svegliano.
La ricerca più recente indica che la SRED non è collegata con disturbi alimentari come l’anoressia nervosa o la #bulimia; proprio per questa ragione si caratterizza più come un disturbo  specifico del sonno appartenente alle parasonnie che un disturbo alimentare.

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La dipendenza dal cibo

La dipendenza dal cibo è chiamata anche craving. e consiste nel “desiderio irrefrenabile” di determinati tipi di alimenti, soprattutto i carboidrati (pane, biscotti, cracker, grissini, pasta ecc.). crea dipendenza anche a causa della produzione della serotonina, responsabile della creazione di uno stato di momentaneo di appagamento.
Ma è solo uno stato momentaneo di appagamento … poi dopo il “breve e appagante” momento di piacere alimentare… ci ritroveremo nuovamente…al punto di partenza.. con in aggiunta un senso di colpa per non esserci riuscite a controllare nell’assunzione irrefrenabile di cibo.

#bingeeating #fameemozionale #food

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BINGE-EATING E BODY IMAGE

Il BED (binge-eating disorder) è un disturbo del comportamento alimentare.

Il disturbo si caratterizza per le abbuffate ricorrenti e fuori dal proprio controllo.

Tipicamente i criteri diagnostici del BED non tengono conto degli elementi relativi all’immagine corporea (body image).

Tuttavia, pare che alcune persone con BED abbiano anche un disturbo dell’immagine corporea.

Pertanto, è stato condotto uno studio pilota per verificare l’efficacia di una terapia cognitivo-comportamentale per superare il disturbo dell’immagine corporea in persone con BED.

La terapia consiste in 10 sessioni di gruppo di 90 minuti.

In ciascuna sessione si tenta di discutere e ristrutturare i pensieri disfunzionali sulla propria immagine corporea.

Inoltre, si può adottare la tecnica della distorsione di foto. Le persone modificano una loro foto al pc, indicando la dimensione del loro corpo: attuale, percepita e ideale.

Recenti studi hanno verificato che la terapia cognitivo-comportamentale risulta efficace e di supporto in pazienti sovrappeso con BED e disturbo dell’immagine corporea.

In particolare, la terapia incrementa la motivazione dei pazienti a perder peso e/o a modificare la loro percezione corporea, rendendola più realistica.

In casi di BED e altri disturbi alimentari la terapia psicologica è funzionale per il superamento del problema e l’inizio di un nuovo percorso di benessere.

Dr.ssa Annamaria Giancaspero

NOVITÀ DEL 2020

Anno nuovo, vita nuova?

Qui nel nostro studio certamente si!

Il 2020 sarà un anno ricco di novità e attività per tutti voi.

Quest’anno sono previsti diversi incontri divertenti e formativi, ciascuno su una tematica differente.

Gli argomenti saranno inerenti le mie tre aree di intervento: psicologiaalimentazione e sessualità.

Per la sfera psicologica ci occuperemo di:

  • Immagine di sé e della percezione personale e altrui
  • Comportamenti dannosi nelle relazioni (familiari/amicali/amorose)
  • Influenze dei genitori e possibili “stili di attaccamento”

Per la sfera alimentare, invece, tratteremo:

  • Le corrette e scorrette abitudini alimentari
  • Le cosiddette “personalità alimentari” e le caratteristiche di ciascuna
  • Il rapporto tra cibo e corpo

Infine, per la sfera della sessualità, ci concentreremo sia sulla sfera affettivo-sessuale personale, sia di coppia. Nel dettaglio parleremo di:

  • Gelosia e modalità di scelta del partner
  • Piacere sessuale, orgasmo e tabù comportamentali legati al sesso
  • Esercizi di Kegel
  • Menopausa e implicazioni sul desiderio sessuale
  • Sessualità femminile

Ogni incontro può diventare uno spunto di riflessione personale, un momento di condivisione e un’esperienza per chiarire dubbi o perplessità sul tema specifico di volta in volta trattato.

Nella brochure sono indicate le date ci ciascun incontro, che prevede un numero massimo di 6 partecipanti .

Per info e prenotazioni: studio.giancaspero@gmail.com

Vi aspetto!

#solosuccessi

I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) certamente più noti sono anoressia, bulimiabinge-eating 

Con la nuova edizione del DSM, però, alcuni criteri precedenti sono stati sottoposti a revisione e modifiche e si assiste anche all’introduzione di nuovi DCA. 

Le motivazioni alla base di questi cambiamenti derivano principalmente dal fatto che i criteri precedentemente imposti dal DSM fossero troppo rigidi e molto persone, dunque, ricevevano una diagnosi che non corrispondeva al reale disagio.

I disturbi del comportamento alimentare introdotti dalla nuova edizione sono: 

  • La pica
  • Il mericismo (disturbo da ruminazione)
  • Disturbo alimentare evitante/restrittivo

La pica

La pica consiste nella corrente ingestione di sostanze non nutritive, dunque di sostanze che non sono considerate come alimenti. Si parla ad esempio di:

  • Xilogagia–> ingerire la carta
  • Geofagia–> ingerire la terra 
  • Pagofagia–> ingerire il ghiaccio 

Il mericismo

Il mericismo (o disturbo da ruminazione) è l’abitudine di rigurgitare il cibo deglutito per poi continuare a masticarlo e deglutirlo nuovamente o sputarlo

Spesso il mericismo si associa all’età infantile e dunque sembrerebbe un disturbo transitorio. Altre volte, invece, esso può persistere nel tempo. 

Disturbo evitante/restrittivo

Il disturbo alimentare evitante/restrittivo si configura come un quadro clinico tipico dell’età evolutiva nonostante si possa manifestare anche in età adulta. In questa categoria rientrano: 

  • “Choking phobia”–> evitare di mangiare cibi solidi per paura di soffocare;
  • Alimentazione selettiva;
  • Picky-fussy-eating–> mangiare troppo poco in modo schizzinoso, tendendo a scartare continuamente i cibi;
  • Food neophobia–> paura di provare qualsiasi alimento nuovo.

Il panorama dei DCA si è dunque allargato e non bisogna solo considerare come veri e propri disturbi quelli canonici quali anoressia e bulimia

Fonte: SDCA

Corretta Alimentazione e riduzione di malattie

Una corretta alimentazione riduce il rischio di malattie renali.

I reni sono 2 organi situati ai lati della colonna vertebrale.

Essi svolgono importanti funzioni nel nostro organismo, ad esempio:

  • Eliminano le sostanze di scarto
  • Regolano l’equilibrio idrico nel corpo
  • Regolano la concentrazione ematica di potassio, sodio, calcio magnesio
  • Producono ormoni in grado di regolare la produzione di globuli rossi

Il funzionamento di questi organi dipende, in larga parte, dall’alimentazione.

L’Università americana di Baltimora, monitorando le abitudini alimentari di alcune persone, ha stimato la probabilità di sviluppare o meno malattie renali.

Chi segue una dieta a base di vegetali ‘sani’ e riduce al minimo l’assunzione di zuccheri, ha il 14% di probabilità in meno di sviluppare malattie renali.

Chi, invece, consuma raramente alimenti vegetali ma assume elevate quantità di zuccheri, ha una probabilità dell’11% di incorrere in complicanze renali.

La dieta ideale per prevenire questa, e altre malattie, prevede un consumo di frutta, verdure a foglia verde, patate dolci e cibi integrali.

Bisogna invece evitare bibite zuccherate, succhi di frutta come sostituti della frutta, caramelle, dolci e carboidrati in eccesso.

I reni, così come altri organi del nostro corpo, dipendono dalle nostre scelte alimentari.

Più attenzione per gli alimenti vuol dire più attenzioni e cure per il nostro corpo.

Fonte: Popular Science

Le etichette alimentari: perché leggerle

Le etichette alimentari sono essenziali in quanto ci offrono molte informazioni sui prodotti che desideriamo acquistare e consumare.

Non tutte le persone però prestano attenzione alle informazioni contenute sulle etichette. In questo modo, il carrello della spesa sarà pieno di cibi di cui non si conoscono informazioni sulle calorie e sui valori nutrizionali.

Le etichette contengono:

  • le informazioni nutrizionali,
  • le calorie per porzione,
  • l’elenco degli allergeni,
  • le indicazioni e i simboli per la salute,
  • le etichette relative alla sostenibilità.

Perché leggere un’etichetta?

Leggere le etichette ci permette di sapere cosa è contenuto negli alimenti confezionati e il numero di calorie. 

Per legge, l’etichetta deve  indicare il valore energetico in kilocalorie (kcal) e kilojoule (kJ). Successivamente troviamo voci relative al contenuto di grassi e grassi saturi, di carboidrati e zuccheri, di proteinesale per 100 grammi (g) or millilitro (ml).

Questi dati, solitamente, li troviamo sul retro di ogni confezione. Spesso, però, possiamo trovarli anche sul lato anteriore.

I dati nutrizionali possono essere forniti anche in base alla porzione e possono indicare il contenuto di fibre.

Qualora un prodotto sia presentato con specifiche indicazioni nutrizionali, dovrà essere indicato anche il suo contenuto specifico (come vitamine e minerali).

Dr.ssa Annamaria Giancaspero

L’OSSESSIONE DEL CIBO SANO

L’ossessione del cibo sano si chiama Ortoressia.

L’ortoressia può essere considerata un nuovo disturbo del comportamento alimentare (DCA).

Si tratta di un disturbo per il quale la persona sviluppa delle vere e proprie ossessioni per il consumo di cibo sano.

I soggetti ortoressici mettono in atto una serie di comportamenti quali:

  • Programmare anticipatamente i pasti
  • Occuparsi per ore ed ore dei cibi che possono consumare o meno
  • Scelgono cibi che spesso non sono di loro gradimento purché siano sani e/o biologici
  • Impiegare parecchio tempo al supermercato per scegliere gli alimenti che meglio soddisfano le loro esigenze
  • Utilizzano delle cotture particolari e stoviglie di un certo tipo.

Essi hanno mille dubbi sugli alimenti: la provenienza, gli OGM, il bio, il tipo di coltivazione e produzione, i conservanti, gli additivi, ecc.

La loro ossessione li porta a limitare le interazioni sociali e a isolarsi.

È infatti difficile, per loro, trovare qualcuno che possa condividere queste abitudini alimentari rigide e per nulla permissive.

Gli ortoressici non accettano quasi mai inviti a cena, ad un aperitivo o anche solo per un caffè.

L’ortoressico può arrivare al punto di convincersi che la sua salute dipenda solo ed esclusivamente dal cibo.

C’è chi, infatti, sostiene che dietro l’ortoressia vi sia la paura di sviluppare malattie, oltre alla paura delle contaminazioni, dell’invecchiamento e una percezione distorta del proprio corpo.

Inoltre, l’ortoressico è una persona che vuole avere il controllo su tutto, appare perfezionista e intransigente, nonché rigido con sé stesso.

Anche l’ortoressia è un disturbo che compromette l’equilibrio psico-fisico.

Aiutare gli ortoressici è possibile e il lavoro integrato di psicologi, medici e nutrizionisti è uno dei più efficaci.

Fonte: Stateofmind

VIGORESSIA

La vigoressia è un disturbo del comportamento alimentare che si caratterizza per il costante pensiero del fitness e del cibo.

La vigoressia può essere può essere associata al crescente interesse per la palestra e ai canoni estetici che la società di oggi propone.

I social di oggi, in particolare Instagram, propongono infatti immagini di corpi perfetti, muscolosi, sempre tonici. Inoltre, sempre più brand propongono prodotti (es. proteine in polvere, integratori) per mantenersi in forma.

Il vigoressico è colui il quale si allena assiduamente per aumentare la sua massa muscolare.

Egli sta attento all’alimentazione, prendendo costantemente nota dei cibi che mangia e delle calorie che introduce.

Tiene nota dei suoi progressi e miglioramenti ma non ne è quasi mai soddisfatto, motivo per cui intensifica i suoi allenamenti.

Chi soffre di vigoressia teme in modo ossessivo che il suo corpo possa cambiare e perdere la sua tonicità.

La vigoressia porta gli individui a dare priorità esclusivamente alla palestra e ad una dieta rigida che non ammette eccezioni e strappi alla regola.

In questo modo, dunque, il lavoro, la famiglia, le relazioni interpersonali passano in secondo piano. La maggior parte organizza la loro vita in base agli allenamenti.

Se, ad esempio hanno in programma di andare in vacanza, cercheranno a tutti i costi una palestra sul posto o modalità alternative per allenarsi e saranno preoccupati di ciò che potranno mangiare.

La vigoressia colpisce soprattutto il genere maschile e gli atleti.

Le cause possono essere di varia natura: bassa autostima, ruolo dei social media, insoddisfazione corporea.

Al pari di un qualsiasi altro disturbo del comportamento alimentare, anche la vigoressia causa disagio e compromissione, motivo per cui diventa necessario un intervento specifico per far sì che l’individuo possa ritornare ad una situazione di equilibrio e benessere, in primis, mentale.