Terapia alimentare e terapia di coppia?

Il ruolo dei genitori è fondamentale nelle terapie adottate per casi di disturbi alimentari.

Quando si intraprende una terapia di questo tipo, sono molte le difficoltà che si possono incontrare e molte di queste comportano conseguenze negative nella vita di coppia.

Madri e padri possono esperire sensazioni di stress e di sconforto che danneggiano la soddisfazione coniugale.

Il Dr. Renee Rienecke, psicologo all’Università del South Carolina, ha preso in esame i genitori di 53 adolescenti con disturbi alimentari e ha valutato il grado di soddisfazione della coppia. Dalla sua analisi è emerso che, circa la metà dei genitori, riportava un decremento nel loro livello di soddisfazione, decremento che nuoceva al buon andamento della terapia intrapresa dai figli.

In questo studio sono state adottate due scale di misura: la prima prevedeva degli items ai quali bisognava dare un punteggio da 1 a 5 e la seconda prevedeva di rispondere a 10 domande.

I risultati ottenuti, spiegano che il 46% delle madri e il 35% dei padri percepisce una diminuzione del livello di soddisfazione di coppia durante il trattamento.

E’ dunque evidente che, intraprendere un percorso terapeutico efficace, necessita di tenere sotto controllo una serie di variabili, quali: responsabilità dei genitori, aiuto percepito dai figli e cooperazione familiare.

Chat e disturbi del comportamento alimentare

Avreste mai pensato che una chat di gruppo possa essere d’aiuto a genitori e coppie con figli che soffrono di disturbi alimentari?

Un’interessante studio cerca di rispondere a questa domanda.

L’Università di Chicago, guidata dal dottor Roslyn Binford Hopf, nel 2013 ha condotto uno studio, durato due anni, per capire se genitori e/o coppie con figli (in un’età compresa tra i 10 e i 19 anni) che soffrono di disturbi alimentari, possano sentirsi più incoraggiati e meno angosciati condividendo la loro esperienza con persone nella loro stessa situazione.

In casi di anoressia, bulimia nervosa e altri disturbi del comportamento alimentare, il supporto familiare è fondamentale; talvolta, però, i familiari si sentono afflitti e isolati, risultando i primi ad aver bisogno di aiuto.

I ricercatori hanno elaborato una procedura semplice per permettere ai partecipanti di interagire. Mediante l’utilizzo di uno username e di una password, i soggetti accedevano ad una sessione di chat. Le sessioni previste erano 15, ciascuna di 90 minuti. Esse servivano per esprimere stati d’animo, sensazioni, metodi per affrontare la difficile situazione, difficoltà incontrate nel corso della terapia, consigli e opinioni.

In questa ricerca, le persone che hanno partecipato all’esperimento hanno fatto da ‘spalla virtuale’ e a loro volta sono state aiutate, mostrando di non sentirsi più sole e di non abbattersi nei momenti di crisi.

Il connubio tra patologie, terapie e internet risulta interessante e utile e può fungere da spunto per ricerche future.