IL CIBO COME UNA DROGA

I disturbi alimentari conosciuti oggi sono moltissimi e si basano su un rapporto conflittuale con il cibo. Uno dei disturbi maggiormente diffuso tra giovani ragazze e ragazzi è la bulimia nervosa (BM). Le abbuffate che caratterizzano la bulimia nervosa nonché la continua ricerca e l’abuso di cibo si possono paragonare alla ricerca e all’abuso di sostanze stupefacenti.

Un certo numero di sostanze, incluso il cibo, può avere un impatto negativo sulle capacità di auto-controllo dell’individuo. Sembrano infatti esserci delle similarità dal punto di vista neurobiologico tanto che chi soffre di bulimia nervosa può mostrare dei danni al sistema dopaminergico allo stesso modo di chi ha una dipendenza da sostanze.

Queste evidenze, basate sulla neurobiologia e sui substrati neurali, sottolineano che la bulimia nervosa (BM) sia un disordine alimentare che crea una dipendenza, dipendenza che potrebbe presentare la necessità di essere trattata con una terapia o addirittura farmacologicamente qualora la situazione sia particolarmente grave.

Il cibo è la fonte primaria di nutrimento e di sopravvivenza ma non è tutto nella nostra vita.

Bisogna imparare a gestire il proprio comportamento alimentare e a capire che il cibo non va né demonizzato né considerato l’unica priorità.

Talvolta questo è un compito difficile, motivo per cui ci sono degli specialisti (medici, psicologi, nutrizionisti) che possono fornire un valido aiuto nel ripristinare delle sane abitudini alimentari che gioveranno non solo al fisico ma anche al benessere psicologico e interpersonale.

 Fonte: PubMed