DIETE ONLINE: SI O NO ?

Quanti dopo le vacanze estive pensano “oddio, devo rimettermi a dieta”? E quanti ancora dicono “da lunedi dieta”? (Quasi) tutti vero?

L’idea della dieta sembra ormai essere dominante nella nostra mente e diviene un pensiero fisso che ci porta a voler agire nell’immediato per raggiungere degli obiettivi.

Oggi, infatti, le diete proposte sono tantissime e molte di queste vengono divulgate sul web.

Chi per semplice curiosità, chi per un consiglio, chi per necessità: un po’ tutti cercano diete online.

Sicuramente molte di esse potranno funzionare e portarvi a realizzare il fisico dei vostri sogni ma, come in tutte le cose, ci possono essere dei risvolti negativi.

Nel momento in cui una persona decide di cambiare stile di vita e cambiare il proprio regime alimentare, affidarsi ad una dieta pubblicata online non è proprio la soluzione migliore: ognuno di noi ha esigenze diverse, fisicità differenti, obiettivi differenti.

Inoltre, sono diverse le aziende che cercano di convincere il proprio pubblico ad acquistare prodotti dimagranti, tisane e altri alimenti o bevande che, a parer loro, aiutino a perdere peso facilmente e senza troppi sforzi.  Si tratta di scorciatoie e spesso falsi miti  sul dimagrimento quindi è necessario fare attenzione su cosa assumiamo.

La parola dieta oggi ha assunto un’accezione negativa infatti sarebbe meglio parlare di comportamento alimentare corretto e sano.

Imparare ad alimentarsi correttamente porterà benefici a livello fisico ma soprattutto a livello mentale: si avrà una migliore autostima, maggiore volontà a relazionarsi con gli altri e maggiore sicurezza.

Ricordate: il modo di alimentarsi è spesso alla base non solo del nostro benessere salutistico ma anche del nostro benessere psicologico.

Insoddisfazione corporea tra i giovani

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono molti e possono dipendere dal grado di soddisfazione o insoddisfazione della propria immagine corporea (body image).

Valutare l’insoddisfazione corporea è fondamentale per il trattamento dei disordini alimentari perché permette di capire in che modo agire e quali strategie adottare per far sì che i pazienti acquisiscano nuovamente fiducia in sé stessi e sul proprio corpo.

L’insoddisfazione relativa alla propria immagine è molto diffusa tra i giovani adolescenti e, recenti ricerche, mostrano che essa è più elevata in individui che soffrono di Bulimia Nervosa.

Ad una ricerca condotta in Spagna nel 2016 hanno partecipato 204 pazienti adolescenti. Dalle loro risposte a una serie di questionari è emerso un basso livello di autostima, di sintomi depressivi e una forte tendenza a ricercare una forma fisica perfetta.

La Bulimia Nervosa, così come altri disordini alimentari, può portare gli adolescenti a considerare il proprio corpo come “nemico” e a non essere mai soddisfatti di sé e della propria fisicità.

Queste ricerche permettono di implementare programmi di prevenzione e interventi specifici per affrontare i DCA e per aiutare gli adolescenti a capire che il rapporto con il proprio corpo e con lo specchio non deve essere nocivo bensì positivo.

Gli adolescenti che soffrono di DCA vanno aiutati nel riacquistare la consapevolezza della propria immagine e delle proprie abilità e potenzialità.

https://link.springer.com/article

Racconto di una bulimica

Questa è la storia di Alice. Alice ha 42 anni, non è sposata ed è molto brava nel suo lavoro tanto che ha appena completato con successo un suo progetto. Alice non si abbuffava più da circa 2 anni ma la felicità mista alla delusione per aver terminato il suo progetto e l’invito ad un matrimonio, la fecero ricadere nelle sue vecchie abitudini alimentari.

Alle prove della festa del matrimonio, Alice trascorse la maggior parte del tempo mangiando: cominciò con pasta, affettati, panini, pane, pollo fino ad ottenere ciò che desiderava di più, ovvero lo zucchero. Alice divorò diversi pezzi di torta, dei biscotti e altri dolci e si allontanava spesso per evitare di essere vista e scoperta. Da quella sera, Alice ricominciò ad abbuffarsi proprio come 15 anni prima, riprese a fumare e fu spinta a sottoporsi ad ore ed ore di esercizio fisico intenso per smaltire le calorie accumulate durante le abbuffate.

La storia di Alice è un esempio di Bulimia Nervosa, un disordine del comportamento alimentare che comprende abbuffate di cibo seguite poi da comportamenti compensatori mirati ad eliminare le calorie appena assunte. I comportamenti compensatori comprendono l’uso di lassativi, il vomito autoindotto e, talvolta, digiuno o eccessivo esercizio fisico.

Quando, invece, un individuo non compensa l’eccesso di alimentazione si parla di Disturbo da Alimentazione Incontrollata.

In questi casi è possibile intraprende una terapia psico-alimentare che permetta di capire l’origine del disturbo, cambiare le proprie abitudini, rivalutare il proprio rapporto con il cibo e imparare a nutrirsi correttamente.

Il rapporto che si ha con il cibo è spesso indice di insoddisfazione personale, di bassa autostima, di insuccessi, di mancanze e altro ancora: tutti ostacoli che, con pazienza, determinazione, tenacia e voglia di cambiamento, possono essere superati.

Fonte: DSM- IV -TR, Casi clinici

Uomini e Binge Eating

Quando si parla di disturbi alimentari, si è soliti pensare che queste patologie colpiscano maggiormente il sesso femminile. Diverse ricerche scientifiche, invece, dimostrano che ci sono variabili simili che possono condurre uomini e donne a intraprendere comportamenti alimentari sbagliati e soprattutto a imbattersi nel cosiddetto binge eating. Il binge eating disorder (BED) è il disturbo da alimentazione incontrollata ovvero un comportamento alimentare caratterizzato da abbuffate, simili a quelle della bulimia ma senza episodi di compensazione tipici di quest’ultima.

Il Dr. Minnich dell’università Midwestern, insieme ai suoi colleghi, ha elaborato un triplice modello interattivo per studiare il BED. Questo modello esamina il perfezionismo, l’insoddisfazione corporea, la bassa autostima: l’interazione di queste tre variabili può aiutare a predire l’insorgere del BED tra studenti universitari.

Nel 2015, alcuni ricercatori, guidati dal Dr. Minnich, hanno reclutato laureandi in psicologia, in un’età compresa tra i 18 e 24 anni, ai quali è stato chiesto di compilare due questionari self-report a distanza di 8 settimane l’uno dall’altro. In particolare, le risposte date nel primo questionario, mostravano come le tre variabili citate sopra (bassa autostima, perfezionismo e insoddisfazione corporea) fossero dei predittori del BED.

Anche gli uomini, dunque, hanno le proprie insicurezze, tendono alla perfezione e non sempre hanno alti livelli di autostima. E’ fondamentale lavorare su questi aspetti per evitare l’insorgenza di disturbi alimentari. Questo, ovviamente, vale sia per gli uomini che per le donne.

An Interactive Model Studies Binge Eating Among Men

@annamariagiancaspero