IL CRAVING: COS’È?

La traduzione letterale di ‘Craving’ è brama.

Precisamente, si intende la brama o il desiderio irrefrenabile di un determinato alimento.

Il craving può assumere le stesse caratteristiche della compulsività, soprattutto in presenza di particolari stimoli visivi e rinforzi.

In molte persone si riscontra il ‘carbohydrate craving obesity’ (CCO) ovvero un desiderio incontrollabile e ossessivo di carboidrati.

Questa ricerca ossessiva dei carboidrati può dipendere da disordini psicologici, dal tono dell’umore e molto altro.

Infatti, sono molti gli alimenti che agiscono sul tono dell’umore migliorandolo.

Solitamente, i cibi con un quantitativo maggiore di carboidrati producono il buon umore e incidono positivamente sullo stato emotivo.

L’umore è regolato da una serie di neurotrasmettitori, quali la serotonina, che ha un effetto antidepressivo e rilassante.

La serotonina viene prodotta in quantità maggiori quando un individuo consuma un pasto a base prevalente di carboidrati.

L’effetto sull’umore, tuttavia, è temporaneo e si smorza brevemente. Questo comporta un’assunzione sempre maggiore di carboidrati per poter riprodurre le sensazioni di piacere e rilassamento.

I rischi sono l’assuefazione e lo sviluppo di un disordine o dipendenza alimentare.

E’ fondamentale assumere carboidrati ma è bene limitarsi e non eccedere se si vuole mantenere il proprio benessere psicofisico.

FOOD ADDICTION

L’esistenza della dipendenza da specifici alimenti (la cosiddetta “food addiction”) è da tempo al centro di un’intensa attività di ricerca, che non è ad oggi riuscita a dimostrarne la natura neurobiologica (come la dipendenza da stupefacenti ad esempio).

Seguite per oltre vent’anni, oltre 120mila donne (di età compresa tra 25 e 55 anni al momento dell’inclusione negli studi) hanno fornito un quadro affidabile delle abitudini (alimentari e di stile di vita complessivo) di una popolazione femminile media. Questa analisi ha evidenziato che la dipendenza da cibo è più frequente tra le donne che frequentavano i fast food per 5 volte alla settimana o più, rispetto a coloro che sceglievano una volta al mese questo tipo di ristorazione; i cibi maggiormente indicativi di tale abitudine sono risultati essere gli hamburger, le patate fritte, la pizza, seguiti da popcorn, chips, barrette dolci, cioccolato al latte, pane e burro. Vale a dire cibi perlopiù ricchi di grassi. Tuttavia, piuttosto sorprendentemente, in base all’elaborazione dei dati, anche snack e dessert a basso tenore di grassi e le bevande ipocaloriche sarebbero direttamente correlati al rischio di dipendenza da cibo. Sembrerebbero invece associati negativamente con il rischio di food addiction non solo i consumi di frutta e verdura, ma anche i livelli di assunzione di cereali raffinati e bevande zuccherate.

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