NOVITÀ DEL 2020

Anno nuovo, vita nuova?

Qui nel nostro studio certamente si!

Il 2020 sarà un anno ricco di novità e attività per tutti voi.

Quest’anno sono previsti diversi incontri divertenti e formativi, ciascuno su una tematica differente.

Gli argomenti saranno inerenti le mie tre aree di intervento: psicologiaalimentazione e sessualità.

Per la sfera psicologica ci occuperemo di:

  • Immagine di sé e della percezione personale e altrui
  • Comportamenti dannosi nelle relazioni (familiari/amicali/amorose)
  • Influenze dei genitori e possibili “stili di attaccamento”

Per la sfera alimentare, invece, tratteremo:

  • Le corrette e scorrette abitudini alimentari
  • Le cosiddette “personalità alimentari” e le caratteristiche di ciascuna
  • Il rapporto tra cibo e corpo

Infine, per la sfera della sessualità, ci concentreremo sia sulla sfera affettivo-sessuale personale, sia di coppia. Nel dettaglio parleremo di:

  • Gelosia e modalità di scelta del partner
  • Piacere sessuale, orgasmo e tabù comportamentali legati al sesso
  • Esercizi di Kegel
  • Menopausa e implicazioni sul desiderio sessuale
  • Sessualità femminile

Ogni incontro può diventare uno spunto di riflessione personale, un momento di condivisione e un’esperienza per chiarire dubbi o perplessità sul tema specifico di volta in volta trattato.

Nella brochure sono indicate le date ci ciascun incontro, che prevede un numero massimo di 6 partecipanti .

Per info e prenotazioni: studio.giancaspero@gmail.com

Vi aspetto!

#solosuccessi

CIBO E AUTOCONTROLLO

L’autocontrollo è fondamentale, soprattutto quando si parla di comportamento alimentare.

Se non si è in grado di esercitare il controllo sulle proprie scelte alimentari e non si regola il proprio comportamento alimentare, sarà difficile creare delle nuove abitudini e avere successo in un percorso  di perdita di peso.

I meccanismi di controllo vengono regolati in una parte specifica del nostro cervello che è la corteccia prefrontale laterale.

Una recente ricerca ha dimostrato che negli esseri umani il controllo del peso corporeo dipende dall’attivazione delle regioni cerebrali coinvolte nell’autocontrollo e nellautoregolazione.

Sembra che anche il successo di una dieta ( regime alimentare) dipenda dall’attivazione di queste regioni.

Per giungere a queste conclusioni è stata condotta una ricerca che prevedeva di effettuare una risonanza magnetica (RM) a 24 persone che seguivano un percorso dimagrante.

Durante la risonanza, ai soggetti venivano mostrate immagini di cibi ipercalorici e gustosi e immagini di un paesaggio.

Grazie a questa tecnica di neuro-immagine si è registrata una maggiore attivazione della corteccia prefrontale laterale nei soggetti che stavano registrando maggiore successo a perdere peso.

Questo dato dimostra, in questi soggetti, una migliore capacità di autocontrollo e di motivazione a non riprendere le vecchie abitudini alimentari.

I ricercatori concludono sostenendo che una delle possibili variabili che potrebbe interrompere il meccanismo di controllo è lo stress.

Lo stress è spesso la causa degli eccessi alimentari; pertanto, è bene rendersi conto se si sta attraversando una fase difficile e stressante che potrebbe avere un impatto negativo sulle capacità di autocontrollo.

Autocontrollo e autoregolazione rappresentano due meccanismi importanti per condurre una vita equilibrata.

IL CRAVING: COS’È?

La traduzione letterale di ‘Craving’ è brama.

Precisamente, si intende la brama o il desiderio irrefrenabile di un determinato alimento.

Il craving può assumere le stesse caratteristiche della compulsività, soprattutto in presenza di particolari stimoli visivi e rinforzi.

In molte persone si riscontra il ‘carbohydrate craving obesity’ (CCO) ovvero un desiderio incontrollabile e ossessivo di carboidrati.

Questa ricerca ossessiva dei carboidrati può dipendere da disordini psicologici, dal tono dell’umore e molto altro.

Infatti, sono molti gli alimenti che agiscono sul tono dell’umore migliorandolo.

Solitamente, i cibi con un quantitativo maggiore di carboidrati producono il buon umore e incidono positivamente sullo stato emotivo.

L’umore è regolato da una serie di neurotrasmettitori, quali la serotonina, che ha un effetto antidepressivo e rilassante.

La serotonina viene prodotta in quantità maggiori quando un individuo consuma un pasto a base prevalente di carboidrati.

L’effetto sull’umore, tuttavia, è temporaneo e si smorza brevemente. Questo comporta un’assunzione sempre maggiore di carboidrati per poter riprodurre le sensazioni di piacere e rilassamento.

I rischi sono l’assuefazione e lo sviluppo di un disordine o dipendenza alimentare.

E’ fondamentale assumere carboidrati ma è bene limitarsi e non eccedere se si vuole mantenere il proprio benessere psicofisico.

IL CIBO DICE CHI SIAMO

Il cibo, oltre a nutrirci e garantirci di sopravvivere, è anche espressione dei tratti di personalità.

Il cibo, dunque, rappresenta chi siamo. C’è chi è un tipo ‘dolce’ o chi ‘salato’ e ad ogni categoria corrispondono delle caratteristiche personali.

Le preferenze alimentari, oggi, sono davvero tantissime… vegetariani, pescetariani, carnivori, vegani: ce n’è per tutti i gusti.

Mentre prima queste scelte erano elitarie, adesso invece riguardano un numero sempre maggiore di persone.

Molte di queste scelte, però, dipendono dalla psiche e dalla genetica.

Ad esempio, da neonati si sviluppa la preferenza per i sapori dolci grazie all’assunzione del latte materno, dolce e tiepido.

Negli ultimi anni si è registrato un maggior interesse da parte degli psicologi di indagare il rapporto con il cibo. Le ricerche hanno rilevato delle correlazioni tra il carattere delle persone e i gusti alimentari.

Pare che chi prediliga i cibi dolci manifesti un ‘effetto bontà’ ovvero sia collaborativo,emotivo, disponibile, più attento agli altri. Chi invece preferisce il salato, sembra essere più intraprendente, estroverso ed indipendente.

Inoltre, il modo in cui mangiamo (vorace o meno) è un indizio su come si faccia l’amore. E non stupisce il fatto che il  valore del cibo possa essere introdotto anche nelle performance sessuali.

La parola cibo non può semplicemente tradursi nel verbo ‘mangiare’ ma è qualcosa di più complesso e soprattutto personale.

Fonte: Focus

FOOD ADDICTION : ALCUNI CIBI SONO KILLER?

Sicuramente tutti sappiamo che zuccheri, carboidrati, dolci, snack salati e merendine possono far ingrassare e alterare  i livelli glicemici del nostro organismo. Ciò che invece alcuni sottovalutano è il fatto che questi cibi e sostanze possano creare una vera e propria dipendenza.

Dipendenza è un termine che indica l’attaccamento a qualcosa o qualcuno e la difficoltà di privarsene.

Spesso, quando si parla di dipendenze, si fa riferimento ad alcol o droghe ma non sono le uniche.

Anche la dipendenza da cibo crea assuefazione e porta alla continua ricerca di alimenti che ci soddisfino.

La dipendenza alimentare è un fenomeno che colpisce un notevole numero di persone le quali possono perdere il controllo sulle quantità di cibo che assumono.

Gli alimenti che creano dipendenza sono soprattuttoquelli composti da notevoli quantità di zuccheri, da farine bianche e poco lavorate, da grassi saturi e da eccessive dosi di sale: si tratta dei cibi che fanno dire “uno tira l’altro”. Oppure non riesco a farne a meno

A lungo andare, la dipendenza alimentare può portare le persone a sviluppare malattie fisiche e, molto spesso, problemi di natura psicologica.

Dire di no a qualche tentazione può spesso essere un bene per evitare di incorrere nella dipendenza alimentare; se, invece, si è già dipendenti, è consigliabile consultare degli specialisti (medici, nutrizionisti, psicologi) per cercare di superare il disturbo e ristabilire il proprio benessere e rapporto consapevole con il cibo.

Functional food – Il pesce

Il pesce è facilmente digeribile.

Esso  è un alimento poco calorico ed è una fonte importantissima di iodio, un oligoelemento che attiva la tiroide favorendo da una parte il dimagramento e dall’altra il buon funzionamento del cervello.

Il pesce è una delle poche fonti alimentari di DHA, un acido grasso a catena lunga della serie omega-3 necessario, a garantire una buona comunicazione fra le cellule nervose.

E’ anche fonte di iodio, un nutriente fondamentale per il cervello perché partecipa alla formazione dell’ormone tiroideo, il cui deficit si associa a rallentamento delle funzioni cognitive nell’adulto.

In generale i pesci più grassi come  il salmone, lo sgombro, il tonno e le uova di pesce contengono più omega-3 e più vitamine liposolubili come la D, la A e la E.

Va sottolineato che gli acidi grassi omega-3 sono sensibili al calore,  quindi sono preferibili  sempre cotture rapide e a temperature non troppo elevate.

 

fonte  : Accompagnamento Alimentalmente – ELEVEN EDIZIONI